Per festeggiare i 40 anni dei Transformers, Hasbro e Takara stanno facendo un po’ di tutto, giustamente, fra ristampe, riedizioni ed ammodernamenti dei loro storici personaggi, e propabilmente una delle migliori trovate è quella dell'azienda giapponese con la linea Missing Link, e non potevano partire se non da lui, OPTIMUS PRIME / CONVOY ora qui letteralmente anello mancante fra passato e presente.

Infatti, dopo svariati modellini che erano omaggi, redesign o copie carbone dei settei dei cartoni, finalmente hanno semplicemente preso gli stampi dei giocattoli originali e migliorati con il maggior numero di articolazioni possibile!
In generale per una linea di giocattoli non è una novità, dato che abbiamo ad esempio i Masters of the Universe Origins già da qualche anno, ma effettivamente per i tf è davvero una sorpresa, una chimera auspicata sin da quando il fandom originale ha iniziato a maturare ed a collezionare seriamente i personaggi delle varie serie.

Forse ci hanno fatto attendere un po’ troppo, ma è vero che solo da un quinquennio le linee commerciali dei tf hanno iniziato a possedere quasi tutte le articolazioni mediamente presenti in una normale Action Figure moderna ( non trasformabile! ), così come è almeno dalla Trilogia di Unicron che i tributi ai classicissimi G1 non mancano, sfociati nella linea Classic e proseguiti appunto nelle odierne Generations.

Ma da par mio, dopo la sbornia recente dei Generations il più possibile fedeli ai settei dei cartoni, sentivo il bisogno di un altro tipo di ritorno alle origini, al look grezzo ma affascinante dei primi giocattoli, che perlopiù comparivano con tali fattezze nei fumetti UK: posto che pare che vogliano continuare a fare i Generations sempre nella prima maniera, non posso che essere entusiasta quindi del fatto di prendere letteralmente i look dei giocattoli originali e darci quella spinta in più assente in quei bellissimi ma legnosi balocchi della nostra infanzia.

Che poi di suo Optimus Prime degli ‘80 non è che era sto gran stoccafisso, che grazie alla trasformazione aveva un discreto range di movimento sulle braccia, piegava le ginocchia e ruotava i pugni staccabili… ma lo stesso, a vedere QUESTA versione di Commander dal vivo anche nelle pose minimal lascia davvero di stucco!

Ma andiamo con ordine, dato che innanzitutto una discreta parte del leone la fa confezione stessa, anche questa presa paro paro dall'originale box Takara, con le immagini di presentazione aggiornate e pure l'art box frontale con Optimus nell'iconica posa dell'attacco in salto vista nel film del 1986. Idem l'interno, con addirittura il giocattolo contenuto nel POLISTIROLO, come un tempo!!

Quasi inutile dire che il veicolo stesso, il celeberrimo CAMION CON RIMORCHIO “FREIGHTLINER” è sputato all'originale esteticamente, con tanto di ruote in gomma, e parti di metallo, col rubsign sul tettuccio e simboli Autobot ai lati della cabina già stampati. I fari non sono sono più dei semplici fori ma sono scolpiti come tali, mentre aprendo il parabrezza inizialmente non troviamo subito i due sedili per piloti Dianauti, ma un modulo aggiuntivo per potervi alloggiare la Matrice del Comando, novità per questa versione presa dai cartoni animati, come sappiamo. Tale modulo può comunque essere tolto e rivelare appunto i due sedili originali.

Anche il RIMORCHIO può sembrare uguale al giocattolo del '83-'84, con i supporti per reggersi che ruotano in avanti, ma aprendolo troviamo la prima novità nel COMBAT DECK, ovvero l'assenza del meccanismo che serviva a lanciare le Autobot lì alloggiate.

In compenso ora il DRONE DI MANUTENZIONE, anche lui del tutto simili alla sua versione originale nell'aspetto e nella posabilità, può staccarsi dalla base, e muoversi forte delle sei ruotine nel modulo inferiore: questa caratteristica, già vista nel Masterpiece 44 in maniera più elaborata, cita una scena nel cartone animato in “Fire in the Sky” dove dal rimorchio usciva un piccolo rimorchietto con sù il drone armato …

Un ovvio errore di animazione che però diventa una possibilità di giocabilità in più, ma come dicevo di riflesso cancella quella del lancio a molla di ROLLER: anche il piccolo drone su ruote è praticamente uguale al G1, a parte la possibilità di ruotare di 180° la parte centrale del supporto posteriore con il foro per posizionare le armi, facendo così apparire un lampeggiante, come si vede nei cartoni; manco a dirlo, nelle varie colorazioni viste nelle varie uscite del primissimo Optimus, dal blu al violaceo, qui Roller è argentato come in tv!

Torniamo finalmente alla MOTRICE, che si TRASFORMA in robot nella solita maniera classica, facendo solo attenzione ora ad allargare le anche, dato che non ci sono più le molle ad allargarle automaticamente, mentre FINALMENTE i pugni sono attaccati ai polsi, nascodendosi semplicemente ripiegati verso l'interno dell'addome.

Il ROBOT originale di Optimus aveva il suo fascino innato, è innegabile che sennò non avrebbe avuto il successo che merita, ma ora questo Missing Link ne spalanca le potenzialità, innanzitutto con l'ottima pensata di trasformare quelli che erano semplici adesivi decorativi su avambracci, ginocchia e piedi in dettagli scolpiti e colorati, che solo questo è una gioia per gli occhi.

Ma ovviamente la parte del leone è nella posabilità aumentata, con doppia articolazione su spalle, rotazione della testa, delle cosce, piedi inclinabili, pugni che ruotano, insomma tutto il pacchetto completo di un moderno Generations, con però le sole mancanze della possibilità di alzare la testa ( ovvero, si può fare grazie alla trasformazione, ma sollevando appunto il pannello che la sostiene ) e con accenno di pochi gradi nella rotazione del bacino, limitata per via del pannello dello stomaco.

Ma d'altro canto abbiamo la possibilità di piegare il torso in avanti, anche solo se a scatto per una ventina di gradi a occhio, ma è assai gradita anche l'apertura delle mani, nientemeno, così come le ruote anteriori si sollevano per poter alzare per bene le gambe, stando pur sempre attenti all'apparente delicatezza delle articolazioni del bacino.

A parte quest'ultimo, infatti, il robot è bello solido, forte anche delle parti in metallo, e trasuda talmente tanto carisma che basta anche solo un accenno delle posabilità insite, per far lacrimare dalla gioia i fan della prima ora!

Passando agli accessori, abbiamo la summenzionata Matrice in più, e lo storico FUCILE IONICO, ora più grosso e rifinito ma sopratutto con l'impugnatura effettiva posteriore e non quella realistica ma inutilizzabile.

Immancabile anche l'ascia d'energia in plastica trasparente che ingloba uno dei pugni a scelta nella sua base, ma non è compatibile con quelli originali ovviamente. La testa però è compatibile con il casco del testone di Ultra Magnus G1, però, uhmmmm …. :3

Insomma, come già detto, un'ottima maniera per celebrare il 40ennale dei Transformers, anche il prezzo è un po’ elevato, ma tutto sommato a pensarci è lo stesso prezzo per chi cerca un Optimus reissue come nuovo o peggio un vintage con scatola, solo che qui abbiamo le aggiunte summenzionate delle articolazioni ed altro.

Volendo c'è il C-02 “Anime Edition”, ovvero solo la motrice con fucile, Matrice ed ascia con colori più cartoon accurate, tipo gli occhi azzurri invece che gialli, blu meno scuro sulle gambe e dettagli degli “adesivi” non dipinti, ma per un 2/3 del prezzo del C-01 tanto vale prenderselo direttamente completo!
