Ed ecco finalmente STRAXUS, l'Alto Governatore di Polyhex in una veste più consona di quella del comunque bel Deluxe del 2010, ovvero come Leader Class per la linea esclusiva Comic Edition, una linea quasi fatta a misura per lui, dato che il nostro esordì solo come personaggio a fumetti nel numero 17 della collana Marvel dell'epoca.
STRAXUS ( Leader ) Generations COMIC EDITION

Se il summenzionato Deluxe era una reintrepretazione di quanto visto sulle pagine dei comics degli anni ‘80, quasi abbiamo rischiato di dover aspettare ANCORA per vedere una versione il più simile all'originale, dato che il nostro era previsto come nemico principale della serie animata che doveva supportare la trilogia Legacy, con un redesign da mostro di Frankestein in chiave robotica, a sua volta “anticipato” da un altro redesign per i fumetti IDW dell'epoca in chiave … metrosexual! ^^“

Ma sfortunatamente per noi ma non per lui, il serial di Legacy è saltato e quindi quel modellino è stato cancellato, portandoci però, come dicevo, all'esclusiva linea dei Comic Edition per il 40ennale, con un misto di repaint di personaggi e modellini già noti come quelli di Grimlock e Shockwave ma appunto anche prime volte ( o quasi ) come Flame, Emirate Xaaron ed appunto Straxus qui.

Però si sa che certe linee esclusive sono perlopiù formate appunto da repaint e remold, e Straxus non ne è un'eccezione, dato che la scelta più logica è stata basarlo sullo stampo del Galvatron di Kingdom, vista sia la stazza che la somiglianza fra le loro modalità alternative.

Va detto che però le parti diverse sono parecchie, con nuove ginocchiere, copri bacino, avambracci, moduli appesi sui bicipiti, pannello sulla schiena, petto ed ovviamente la testa: questa a parità del corpo è un po’ piccina, e va bene, che così sembra più grosso in generale, ma è pure troppo fedele a quella dei fumetti, essenzialissima nel suo essere una sorta di maschera piazzata sopra un tubo con le righe, ed un accenno di cappuccio.

Capisco la fedeltà, ma visto che il resto del corpo si prende le sue belle libertà rispetto a come appariva nel fumetto, dato che ad esempio le cosce sono quelle sputate di Galvatron senza manco il dettaglio del triangolo rosso come nello Straxus disegnato, allora magari tanto valeva farne un leggero adattamento, come la testa del succitato Deluxe Generations.
Oppure, boh, magari bastava davvero fosse solo un po’ più grossa o non avesse gli occhi neri, che, ancora, capisco sia così anche nei fumetti, ma danno l'idea che sia spento o defunto! ^^’

In quanto Comic Edition, la principale caratteristica del nostro sta nella colorazione essenziale, con pochissimi dettagli dipinti come i triangoloni rossi sul petto ed appunto un netto stacco tra il blu e rosso principali, più il grigio ( che dovrebbe essere bianco, vabbè ), con gli unici effetti di striature nere belle marcate sparse a ricordare le ombreggiature dei fumetti.

Anzi no, in alcune parti come sul petto e sulle ginocchia ci sono dei lievi dettagli di pallini sfumati che ricordano la tecnica dei retini, davvero un bell'effetto! Da sottolineare che alcune interpretazioni del personaggio lo vedevano con un viola piuttosto che il blu, o con una tonalità di questo un po’ più scura e tendente appunto al viola, ma a parte la fedeltà alla copertina che lo rappresenta, diciamo che spezza un po’ rispetto a tutti gli altri Decepticon e loro capi principalmente violacei. ^^

Tornando alla scultura, nonostante i succitati cambiamenti abbiamo delle ripetizioni di particolari dello stampo di Galvatron, giocoforza, come i moduli ai lati della testa o quelli un po’ fastidiosi appesi dietro i gomiti, mentre i pannelli sulla schiena non si notano, ma fa specie confrontare questo modello con il disegno sul fianco della confezione e non trovare, come accenato sopra, i triangoli a testa in giù rossi sulle cosce.
( A proposito, ovviamente la confezione è uno spettacolo con la copertina raffigurante quella del suo albo rappresentativo e l'apertura a libro, appunto! ^^ )

A livello di articolazioni ovviamente sono le stesse del Galvatron Kingdom ( ah, con le spalle risistemate e non rovesce come nelle sue primssime uscite ^^’ ), mentre come accessori abbiamo l'iconica ascia / piccone color argento esibita nei fumetti ed un'inedita pistola blu con la canna un po’ larghina: peccato che, a differenza di Galvy, Straxus non abbia dei fori anche sugli avambracci, in modo piazzarla come cannone da braccio, che per i fori sui bicipiti è invece troppo corta, dato che diventa la bocca da fuoco del suo alt mode.
Infatti, come dicevo sopra, anche la TRASFORMAZIONE non a caso è identica a quella di Galvatron ( le braccia diventano i sostegni laterali anteriori, le gambe quello posteriore, ed il torso il corpo centrale ) dato che entrambi diventano un CANNONE SPAZIALE VOLANTE, sottolineando quest'ultima parola dato che i sostegni laterali sin dalla sua apparizione fumettistica paiono quasi delle ali, e visto che appunto in quell'albo fatidico effettivamente vola, mentre Galvatron si limitava, nei cartoni, a trasformarsi e sparare rimanendo sospeso nello spazio senza gravità, per poi farsi trasportare dai suoi o volare in forma robotica.

Ed ovviamente la domanda nasce spontanea: è nato prima l'uovo o la gallina? Chi ha copiato da chi per due alt mode così simili, o è stata una cavolo di coincidenza? A parer mio, direi che è stato Galvatron d'ispirazione, dato che la lavorazione del film del 1986 è iniziata l'anno precedente, mentre il fumetto numero 17 uscì nel febbraio di quell'anno, e posso presumere che il disegnatore si sia ispirato per le ambientazioni Cybertroniane a qualche schizzo iniziale dei personaggi del film in lavorazione per Straxus.

E se i due si somigliano davvero troppo per una mera coincidenza, con tanto di sostegno posteriore, almeno Straxus è stato abbastanza ridisegnato ai tempi e quei dettagli sono stati degnamente riproposti, come le succitate ali / sostegni, la canna del cannone, la parte posteriore superiore e quella centrale con quelle specie di "orecchie” a punta è stata saggiamente rappresentata dalle punte dell'ascia ripiegate, con l'arma stessa distesa sopra il corpo del cannone volante.

Da segnalare poi nella trasformazione come i pannelli esterni del petto si ripieghino sul cilindro grosso che poi sfocia nella canna dell cannone, mentre il sostegno posteriore qui non può piegarsi fino a 90° ( come per Galvatron ) ma solo a 45° dato che c'è un pezzo di plastica apposito in più che limita quel movimento.

Gli unici due accessori abbiamo detto che sono già ben integrati nel cannone spaziale, e questo come colorazione, beh, è difficile fare paragoni con la quella approssimativa dei fumetti d'epoca, ma alla fine è tutto blu con i sostegni grigi, con i piccoli dettagli blu e rossi visti in quelle mitiche pagine fedelmente riportati.

Insomma, nonostante qualche lieve rimostranza elencata sopra, finalmente una degna rapprentazione dello Straxus originale, non originalissima visto il suo derivare da Galvatron ma accettabile e senza troppi fronzoli, arrichita da una confezione davvero speciale! ^^
